In quanti modi? Con quale probabilità?
Due domande, un solo percorso. Prima impariamo a contare le possibilità senza elencarle una per una; poi usiamo quel conteggio per misurare l'incertezza. Il calcolo combinatorio è l'arte di contare; la probabilità è l'arte di scommettere con metodo.
Che cosa costruiremo insieme
Combinatoria e probabilità sono legate a doppio filo: quasi ogni problema di probabilità "classica" si riduce a contare i casi favorevoli e i casi possibili. Per questo le studiamo di seguito, nello stesso percorso. L'obiettivo non è memorizzare formule, ma imparare a riconoscere la struttura di un problema e scegliere lo strumento giusto.
I cinque capitoli
Ogni capitolo ha quattro momenti: Teoria essenziale ma rigorosa, Simulazioni interattive in cui muovi tu i parametri, Esercizi a difficoltà crescente con suggerimenti che appaiono solo quando li chiedi, e un Quiz finale con correzione automatica e spiegazione degli errori.
Il lavoro da svolgere
Questo non è un testo da leggere passivamente: è un laboratorio. Il lavoro consiste nel percorrere ogni capitolo attraversandone le quattro fasi, nell'ordine — perché ciascuna prepara la successiva.
Obiettivi di apprendimento
Al termine del percorso dovresti essere in grado di:
- contare le possibilità di una situazione riconoscendo se l'ordine conta e se sono ammesse ripetizioni, e scegliere di conseguenza la formula giusta;
- usare i coefficienti binomiali, il triangolo di Tartaglia e il binomio di Newton;
- calcolare probabilità con la definizione classica e combinare eventi (contrario, unione, intersezione, indipendenza);
- applicare la probabilità condizionata, la formula della probabilità totale e il teorema di Bayes a casi reali (diagnosi, controllo qualità);
- descrivere una variabile aleatoria con valore atteso e varianza, e riconoscere le distribuzioni binomiale, di Poisson e normale.
Come procedere, in quattro fasi
Nella teoria ferma la lettura a ogni formula e prova a rifarne il ragionamento. Nella simulazione non limitarti a guardare: prima di spostare un cursore, prevedi che cosa succederà, poi controlla. Negli esercizi concediti di sbagliare prima di chiedere aiuto; gli indizi compaiono uno per volta apposta. Il quiz non serve a darti un voto, ma a mostrarti dove tornare indietro.
Contare senza elencare
Elencare tutte le possibilità funziona finché sono poche. Ma quante colonne diverse ci sono al Totocalcio (13 partite, 3 esiti)? Sono \(3^{13}=1\,594\,323\): impossibile elencarle. Il calcolo combinatorio ci dà il numero senza costruire la lista.
Il segreto è quasi sempre lo stesso: scomporre una scelta complessa in scelte successive più semplici e moltiplicare le possibilità. È il principio fondamentale del conteggio, il mattone di tutto.
Misurare l'incertezza
La probabilità nasce nel Seicento da un problema di gioco d'azzardo, ma oggi è il linguaggio della scienza: dalla meccanica quantistica alle previsioni meteo, dai test medici all'intelligenza artificiale. Dare un numero tra 0 e 1 alla parola "forse" è una delle idee più potenti della matematica.
Vedremo che l'intuito, qui, spesso inganna: il capitolo su Bayes ti mostrerà come un test "affidabile al 99%" possa dare, in certe condizioni, più falsi allarmi che veri.
Nota storica sugli argomenti
I due filoni di questo percorso hanno storie diverse che a un certo punto si intrecciano. Il calcolo combinatorio è antichissimo: già nell'India del VI secolo si contavano le combinazioni di sapori e metri poetici, mentre in Cina e nel mondo islamico (al-Karaji, Omar Khayyam) prendeva forma il triangolo dei coefficienti che in Italia chiamiamo di Tartaglia e altrove di Pascal — un esempio di come la stessa idea sia stata scoperta più volte, in luoghi lontani.
La probabilità, invece, ha una nascita quasi puntuale e un'origine curiosa: il gioco d'azzardo. Nel 1654 il cavaliere de Méré, giocatore incallito, pose a Blaise Pascal il "problema dei punti" — come dividere equamente la posta di un gioco interrotto. Lo scambio di lettere tra Pascal e Pierre de Fermat per risolverlo è considerato l'atto di fondazione del calcolo delle probabilità. Da lì, in poco più di due secoli, si passò dai dadi alla scienza: la legge dei grandi numeri di Bernoulli, il teorema di Bayes, la sistemazione di Laplace, fino agli assiomi con cui Kolmogorov, nel 1933, diede alla teoria la forma rigorosa che studiamo oggi.
Ecco perché combinatoria e probabilità viaggiano insieme: contare i casi possibili — un'arte millenaria — è il primo passo per misurare quanto è probabile un evento. La linea del tempo qui sotto riassume le tappe principali.
Calcolo combinatorio
Il calcolo combinatorio risponde a una domanda: in quanti modi? In quanti modi si possono ordinare, scegliere, raggruppare degli oggetti. Tutto ruota attorno a due domande di controllo: l'ordine conta? e si possono ripetere gli elementi?
Il principio fondamentale del conteggio
È il mattone di tutto. Se una scelta si compone di più fasi successive e indipendenti, e la prima fase ha \(n_1\) esiti, la seconda \(n_2\), e così via, allora il numero totale di esiti è il prodotto:
Esempio: un menù con 3 antipasti, 4 primi e 2 dolci offre \(3\cdot4\cdot2=24\) pasti completi diversi. Non serve elencarli: si moltiplica. È il principio moltiplicativo, e da qui derivano tutte le formule che seguono.
Il fattoriale
Il fattoriale di un numero naturale \(n\) è il prodotto di tutti gli interi da 1 a \(n\):
Per esempio \(5!=5\cdot4\cdot3\cdot2\cdot1=120\). Si pone per convenzione \(0!=1\) (c'è un solo modo di non scegliere nulla). Proprietà utilissima da ricordare, perché permette di semplificare le frazioni di fattoriali:
Grazie a essa, per esempio, \(\dfrac{8!}{6!}=\dfrac{8\cdot7\cdot6!}{6!}=8\cdot7=56\): non serve calcolare i fattoriali per intero.
Disposizioni
Le disposizioni riguardano scelte in cui l'ordine conta: prendere \(k\) oggetti da \(n\) e disporli in fila (posti distinti).
Disposizioni semplici (senza ripetizione)
Ogni oggetto si può usare una volta sola. Il numero di disposizioni di \(n\) oggetti a gruppi di \(k\) è
Esempio: il podio di una gara con 8 cavalli (1°, 2°, 3° posto) dà \(D_{8,3}=8\cdot7\cdot6=336\) possibili classifiche. L'ordine conta (arrivare primi o secondi è diverso) e non si ripete (un cavallo non occupa due posti).
Disposizioni con ripetizione
Ogni oggetto si può riusare quante volte si vuole. Ci sono \(n\) scelte a ognuno dei \(k\) posti:
Esempio: un PIN di 4 cifre (da 0 a 9, ripetibili) ha \(10^4=10\,000\) possibilità; le colonne del Totocalcio (13 segni, 3 esiti) sono \(3^{13}\).
Permutazioni
Una permutazione è un ordinamento di tutti gli \(n\) oggetti: è il caso particolare delle disposizioni con \(k=n\).
Permutazioni semplici
Esempio: 5 persone in fila si possono ordinare in \(5!=120\) modi.
Permutazioni con ripetizione
Se alcuni oggetti sono identici tra loro (ripetuti \(h_1, h_2, \ldots\) volte), gli ordinamenti distinti sono di meno, perché scambiare oggetti uguali non produce un nuovo ordine:
Esempio classico: gli anagrammi (anche privi di senso) della parola MAMMA. Ci sono 5 lettere con la M ripetuta 3 volte e la A 2 volte: \(\dfrac{5!}{3!\,2!}=\dfrac{120}{12}=10\).
Combinazioni
Nelle combinazioni l'ordine non conta: si scelgono \(k\) oggetti da \(n\) formando un gruppo, indipendentemente dall'ordine in cui li si prende.
Combinazioni semplici
Il "\(k!\)" al denominatore cancella tutti i possibili ordinamenti dello stesso gruppo. Esempio: una commissione di 3 studenti scelta tra 10 dà \(\binom{10}{3}=\dfrac{10\cdot9\cdot8}{3\cdot2\cdot1}=120\). Il numero \(\binom{n}{k}\) si chiama coefficiente binomiale: lo studieremo nel capitolo successivo.
Combinazioni con ripetizione
Se si possono scegliere più volte gli stessi elementi (ma l'ordine resta irrilevante):
Esempio: quanti coni da 3 palline si possono comporre con 5 gusti disponibili (ripetizioni ammesse)? \(\binom{5+3-1}{3}=\binom{7}{3}=35\).
Anagrammi e percorsi su una griglia
Gli anagrammi di una parola sono tutti i modi diversi di riordinarne le lettere (anche senza significato). Sono l'esempio più naturale di permutazione, e mostrano bene la differenza tra "con" e "senza" ripetizione.
Parole con lettere tutte diverse
Se le \(n\) lettere sono tutte distinte, ogni riordino è diverso: gli anagrammi sono le permutazioni semplici, cioè \(n!\). Esempio: la parola ROMA ha 4 lettere diverse, quindi \(4!=24\) anagrammi.
Parole con lettere ripetute
Se alcune lettere si ripetono, scambiare due lettere uguali non produce un anagramma nuovo: bisogna dividere per le permutazioni interne di ciascun gruppo di lettere uguali. Con una lettera ripetuta \(h_1\) volte, un'altra \(h_2\) volte, ecc.:
Esempio: MATEMATICA ha 10 lettere, con la A ripetuta 3 volte, la M 2 volte, la T 2 volte. Gli anagrammi sono \(\dfrac{10!}{3!\,2!\,2!}=\dfrac{3\,628\,800}{24}=151\,200\).
Il ponte: i percorsi su una griglia
Ecco l'applicazione più elegante. Immagina una griglia rettangolare: vuoi andare dall'angolo in basso a sinistra a quello in alto a destra compiendo solo passi verso destra (D) o verso l'alto (A), sempre lungo le linee, senza mai tornare indietro (percorsi minimi). Per una griglia che richiede \(m\) passi a destra e \(n\) passi in alto, ogni percorso è una sequenza di \(m\) lettere D e \(n\) lettere A: cioè un anagramma di una parola fatta di \(m\) D e \(n\) A!
Lo stesso numero, letto in tre modi diversi: un anagramma (permutazione con ripetizione di due lettere), una combinazione (scegliere quali degli \(m+n\) passi sono "a destra"), e un coefficiente binomiale. Tre linguaggi per una sola idea.
Il problema del resto e i numeri di Catalan
Con lo stesso strumento dei percorsi possiamo affrontare un problema famoso, che a prima vista sembra molto più difficile.
Tradurre la condizione
Il resto di uno spettatore R è una banconota da 25 €, che in cassa arriva solo dagli spettatori C. Quindi in ogni istante la cassa può dare il resto solo se i C entrati finora sono almeno quanti gli R. Se leggiamo la fila come una parola di 5 C e 5 R, la condizione è: in ogni prefisso della parola il numero di C è \(\ge\) al numero di R.
Senza vincolo, le disposizioni sarebbero gli anagrammi di 5 C e 5 R, cioè \(\binom{10}{5}=252\). Ma molte non vanno bene (se un R arriva quando la cassa è vuota, niente resto). Dobbiamo togliere quelle "cattive".
Il principio di riflessione
Rappresentiamo la parola come un cammino: ogni C è un passo a destra, ogni R un passo in alto. La condizione "\(C\ge R\) in ogni prefisso" significa che il cammino resta sotto (o sulla) diagonale. Un cammino "cattivo" prima o poi la oltrepassa, toccando la retta appena sopra. Riflettendo la parte di cammino successiva al primo sconfinamento si ottiene una corrispondenza esatta tra i cammini cattivi e tutti i cammini con 6 R e 4 C: sono \(\binom{10}{4}=210\). Quindi le disposizioni valide sono
La risposta al quesito è 42. Il conteggio non dipende dal caso particolare: quei numeri hanno un nome e una teoria propria, i numeri di Catalan, che presentiamo qui sotto.
I numeri di Catalan
I numeri di Catalan \(C_n\) formano una delle successioni più celebri della matematica: \(1, 1, 2, 5, 14, 42, 132, \ldots\) Compaiono ogni volta che si contano oggetti costruiti "bilanciando" due elementi, come nel problema del resto.
Le formule
L'\(n\)-esimo numero di Catalan si può scrivere in due modi equivalenti — come differenza di coefficienti binomiali (dal principio di riflessione) o in forma chiusa:
Esiste anche una comoda formula ricorsiva per passare da un termine al successivo:
Per esempio da \(C_4=14\) si ottiene \(C_5=\dfrac{2\cdot 9}{6}\cdot 14 = 3\cdot 14 = 42\).
I primi valori
| \(n\) | 0 | 1 | 2 | 3 | 4 | 5 | 6 | 7 | 8 |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| \(C_n\) | 1 | 1 | 2 | 5 | 14 | 42 | 132 | 429 | 1430 |
Vederli: le 5 file valide con 3 R e 3 C
Per \(n=3\) il numero di Catalan è \(C_3=5\). Ecco tutte e cinque le disposizioni valide (in ogni prefisso i C non sono mai meno degli R): nota che iniziano sempre con C e finiscono con R.
Dove ricompaiono
La stessa successione conta una varietà sorprendente di oggetti diversi — è questo che la rende famosa:
- le sequenze di \(n\) coppie di parentesi correttamente bilanciate (C = "\(($\)", R = "\()$\)");
- i cammini da un angolo all'altro di una griglia \(n\times n\) che non superano mai la diagonale;
- le triangolazioni di un poligono con \(n+2\) lati;
- gli alberi binari con \(n\) nodi interni;
- e, appunto, le disposizioni del problema del resto.
Lo schema che risolve tutto
Prima di applicare una formula, rispondi alle due domande. La risposta ti porta direttamente allo strumento:
| L'ordine conta? | Ripetizioni? | Strumento | Formula |
|---|---|---|---|
| Sì | No | Disposizioni semplici | \(\dfrac{n!}{(n-k)!}\) |
| Sì | Sì | Disposizioni con ripetizione | \(n^k\) |
| Sì (tutti gli \(n\)) | No | Permutazioni | \(n!\) |
| No | No | Combinazioni semplici | \(\binom{n}{k}\) |
| No | Sì | Combinazioni con ripetizione | \(\binom{n+k-1}{k}\) |
Simulazione · Esploratore combinatorio
Scegli il tipo di raggruppamento, se ammettere le ripetizioni, e i valori di \(n\) e \(k\). L'esploratore calcola la formula e disegna i raggruppamenti possibili (per valori piccoli): vedere l'elenco costruirsi aiuta a capire perché la formula dà proprio quel numero.
Percorsi su una griglia
Ogni percorso minimo dall'angolo di partenza a quello opposto è una sequenza di passi a destra (D) e in alto (A): un anagramma di una parola con \(m\) lettere D e \(n\) lettere A. Regola la griglia, genera percorsi a caso e leggi la parola corrispondente. I percorsi totali sono \(\binom{m+n}{m}\).
Il problema del resto (numeri di Catalan)
Genera una fila casuale di \(n\) spettatori C (pagano 25 € esatti, +1 in cassa) e \(n\) spettatori R (pagano 50 €, chiedono resto, −1 in cassa). Il grafico mostra le banconote da 25 € in cassa passo dopo passo: se scende sotto zero, in quel momento non si può dare il resto e la disposizione non è valida.
Esercizi guidati
Difficoltà crescente. I suggerimenti compaiono solo quando li chiedi: prova prima da solo, poi svela un indizio alla volta.
Quiz · Calcolo combinatorio
Domande teoriche e problemi numerici, una alla volta. Rispondi e vedrai subito l'esito; puoi tornare indietro quando vuoi.
Binomio di Newton e triangolo di Tartaglia
Il coefficiente binomiale \(\binom{n}{k}\) — nato come "numero delle combinazioni" — è protagonista di due gioielli della matematica: il triangolo di Tartaglia e lo sviluppo del binomio di Newton. Sono la stessa cosa vista da due lati.
Il coefficiente binomiale
Definito come il numero di combinazioni semplici di \(n\) oggetti a gruppi di \(k\):
Si legge "\(n\) su \(k\)" e conta in quanti modi si può scegliere un sottoinsieme di \(k\) elementi da un insieme di \(n\). Casi limite: \(\binom{n}{0}=\binom{n}{n}=1\) (un solo modo di scegliere nessuno o tutti) e \(\binom{n}{1}=n\).
Le proprietà da conoscere
- Simmetria: \(\displaystyle\binom{n}{k}=\binom{n}{n-k}\). Scegliere chi entra equivale a scegliere chi resta fuori.
- Formula di Stifel (regola di costruzione): \(\displaystyle\binom{n}{k}=\binom{n-1}{k-1}+\binom{n-1}{k}\). Ogni coefficiente è la somma dei due che gli stanno sopra.
- Somma di una riga: \(\displaystyle\sum_{k=0}^{n}\binom{n}{k}=2^n\). È il numero di tutti i sottoinsiemi di un insieme di \(n\) elementi.
- Somma di una diagonale (bastone da hockey): \(\displaystyle\binom{n}{k}=\sum_{m=k-1}^{n-1}\binom{m}{k-1}\). Ogni numero è la somma di quelli lungo la diagonale che gli sta sopra.
Il triangolo di Tartaglia
Disponendo i coefficienti binomiali in righe (riga \(n\) contiene \(\binom{n}{0},\binom{n}{1},\ldots,\binom{n}{n}\)) si ottiene il triangolo di Tartaglia (o di Pascal). La formula di Stifel diventa una semplice regola di costruzione: ogni numero è la somma dei due sopra di lui.
Ogni riga è simmetrica, comincia e finisce con 1, e la somma dei suoi elementi raddoppia a ogni riga (\(1,2,4,8,16,\ldots=2^n\)). La simulazione ti farà cliccare le celle per vedere queste proprietà dal vivo.
La proprietà del "bastone da hockey"
C'è una proprietà meno nota ma molto elegante, che riguarda le diagonali:
- il secondo numero di ogni riga è la somma dei primi numeri delle righe precedenti;
- il terzo numero di ogni riga è la somma dei secondi numeri delle righe precedenti;
- ...e così via: ogni numero è la somma di tutti quelli che stanno sulla diagonale sopra di lui.
In formula, indicando con \(\binom{n}{k}\) il \((k{+}1)\)-esimo numero della riga \(n\):
Esempio: il terzo numero della riga 5 è \(\binom{5}{2}=10\); ed è proprio la somma dei secondi numeri delle righe precedenti: \(1+2+3+4=10\) (cioè \(\binom{1}{1}+\binom{2}{1}+\binom{3}{1}+\binom{4}{1}\)).
Le diagonali notevoli del triangolo
Le diagonali del triangolo di Tartaglia (lette parallelamente al lato sinistro) nascondono successioni famose. La diagonale \(k\) è formata dai numeri \(\binom{k}{k},\binom{k+1}{k},\binom{k+2}{k},\ldots\)
| Diagonale | Successione | Nome | Formula \(\binom{n}{k}\) |
|---|---|---|---|
| \(k=0\) | 1, 1, 1, 1, 1, … | costante | \(\binom{n}{0}=1\) |
| \(k=1\) | 1, 2, 3, 4, 5, … | numeri naturali | \(\binom{n}{1}=n\) |
| \(k=2\) | 1, 3, 6, 10, 15, … | numeri triangolari | \(\binom{n}{2}=\dfrac{n(n-1)}{2}\) |
| \(k=3\) | 1, 4, 10, 20, 35, … | numeri tetraedrici | \(\binom{n}{3}=\dfrac{n(n-1)(n-2)}{6}\) |
C'è un filo che le collega tutte, ed è la proprietà del bastone da hockey vista prima: ogni diagonale è fatta dalle somme parziali della diagonale precedente. I numeri triangolari sono le somme dei naturali (\(1,\ 1{+}2,\ 1{+}2{+}3,\ldots = 1,3,6,\ldots\)); i tetraedrici sono le somme dei triangolari (\(1,\ 1{+}3,\ 1{+}3{+}6,\ldots = 1,4,10,\ldots\)).
Le diagonali oblique: la sorpresa di Fibonacci
Sommando i numeri lungo le diagonali oblique (quelle "piatte", che salgono verso destra) si ottiene la celebre successione di Fibonacci \(1, 1, 2, 3, 5, 8, 13, \ldots\), in cui ogni termine è la somma dei due precedenti:
In formula, l'\(r\)-esimo numero di Fibonacci è \(\displaystyle F_r=\sum_{k\ge 0}\binom{r-1-k}{k}\): un'altra successione famosa che si nasconde nel triangolo. La simulazione qui accanto ti fa evidenziare una diagonale alla volta e leggerne la somma.
Il binomio di Newton
Qui sta la sorpresa: i numeri del triangolo di Tartaglia sono esattamente i coefficienti che compaiono sviluppando una potenza di un binomio. Vale la formula del binomio di Newton:
Per esempio, con \(n=3\), leggendo la riga \(1,3,3,1\):
Osserva la struttura di ogni termine: l'esponente di \(a\) cala da \(n\) a \(0\), quello di \(b\) sale da \(0\) a \(n\), e la loro somma è sempre \(n\). Lo sviluppo ha \(n+1\) termini. Perché proprio i coefficienti binomiali? Perché il termine con \(b^k\) si ottiene scegliendo la \(b\) da \(k\) dei fattori \((a+b)\): e i modi di scegliere \(k\) fattori su \(n\) sono \(\binom{n}{k}\).
Simulazione · Triangolo di Tartaglia interattivo
Scegli quale proprietà evidenziare e clicca una cella: l'esploratore mostra le celle coinvolte e verifica la proprietà con i numeri.
Le diagonali notevoli
Scegli quale successione evidenziare nel triangolo: le diagonali "dritte" danno naturali, triangolari e tetraedrici; le diagonali oblique (con il cursore) danno i numeri di Fibonacci.
Esercizi guidati
Coefficienti binomiali, proprietà e sviluppo del binomio. Usa la simmetria e la formula di Stifel per evitare calcoli lunghi.
Quiz · Binomio e Tartaglia
Domande teoriche e problemi numerici, una alla volta, con esito immediato e possibilità di rivedere.
Probabilità: fondamenti e teoremi
La probabilità assegna a ogni evento un numero tra 0 e 1 che ne misura la "credibilità". Prima chiariamo che cosa è questo numero — ci sono più modi di intenderlo — poi le regole per combinarlo.
Esperimenti aleatori, spazio campionario, eventi
Un esperimento aleatorio è una prova il cui esito non è prevedibile con certezza (lancio di un dado, estrazione di una carta). L'insieme di tutti gli esiti possibili è lo spazio campionario \(\Omega\); ogni suo elemento è un evento elementare.
Un evento è un sottoinsieme di \(\Omega\): l'insieme degli esiti che lo realizzano. "Esce un numero pari" con un dado è l'evento \(\{2,4,6\}\). Casi speciali: l'evento certo \(\Omega\), l'evento impossibile \(\varnothing\). Due eventi si dicono incompatibili se non possono verificarsi insieme (\(A\cap B=\varnothing\)).
Le concezioni della probabilità
La stessa parola "probabilità" ha ricevuto interpretazioni diverse, ognuna utile in un contesto:
| Concezione | Idea di fondo | Formula / criterio |
|---|---|---|
| Classica (Laplace) | Casi ugualmente possibili | \(P(E)=\dfrac{\text{casi favorevoli}}{\text{casi possibili}}\) |
| Frequentista | Frequenza su molte prove | \(P(E)\approx\dfrac{\text{successi}}{\text{prove}}\) |
| Soggettiva | Grado di fiducia di chi valuta | prezzo equo di una scommessa |
| Assiomatica (Kolmogorov) | Definizione formale via assiomi | vedi sotto |
La definizione classica richiede che i casi siano ugualmente possibili (dado non truccato); è quella che si usa nella maggior parte dei problemi combinatori. La frequentista stima la probabilità con l'esperienza, ed è fondata dalla legge dei grandi numeri. La soggettiva serve quando non ci sono simmetrie né esperimenti ripetibili (probabilità di un evento storico). L'assiomatica le unifica tutte.
Gli assiomi di Kolmogorov
Nel 1933 Kolmogorov definì la probabilità come una funzione \(P\) che a ogni evento associa un numero, soddisfacente tre assiomi. Da questi tre soltanto discende tutta la teoria:
- Non negatività: \(P(A)\ge 0\) per ogni evento \(A\).
- Normalizzazione: \(P(\Omega)=1\) (l'evento certo ha probabilità 1).
- Additività: se \(A\) e \(B\) sono incompatibili, \(P(A\cup B)=P(A)+P(B)\).
Conseguenza immediata: \(0\le P(A)\le 1\) per ogni evento, e \(P(\varnothing)=0\).
I primi teoremi
Probabilità dell'evento contrario
L'evento contrario \(\bar A\) ("non \(A\)") ha probabilità complementare:
Strumento potentissimo: spesso è molto più facile calcolare la probabilità del contrario. "Almeno un 6 in due lanci" conviene calcolarlo come \(1-P(\text{nessun 6})\).
Probabilità totale (unione di due eventi)
Si sottrae \(P(A\cap B)\) perché sommando \(P(A)\) e \(P(B)\) l'intersezione verrebbe contata due volte. Se \(A\) e \(B\) sono incompatibili l'intersezione è vuota e si torna a \(P(A\cup B)=P(A)+P(B)\).
Eventi indipendenti
Due eventi sono indipendenti se il verificarsi dell'uno non altera la probabilità dell'altro. In tal caso la probabilità che si verifichino entrambi è il prodotto:
Attenzione a non confondere incompatibili (non possono coesistere: \(A\cap B=\varnothing\)) e indipendenti (uno non influenza l'altro): due eventi incompatibili con probabilità positiva sono anzi fortemente dipendenti, perché sapere che è accaduto uno esclude l'altro.
Definizione frequentista e legge dei grandi numeri
Se ripetiamo molte volte lo stesso esperimento, la frequenza relativa di un evento (successi diviso prove) tende a stabilizzarsi attorno a un valore. La legge dei grandi numeri di Bernoulli garantisce che, al crescere del numero di prove, questa frequenza si avvicina alla probabilità teorica dell'evento.
È il ponte tra teoria ed esperienza: giustifica sia la stima frequentista (misurare \(P\) contando), sia la nostra fiducia che un dado equo dia "circa un sesto" di sei sul lungo periodo. Attenzione però: la legge non dice che i risultati "si compensano" nel breve periodo (è la fallacia dello scommettitore): il dado non ha memoria.
Simulazioni · Frequenza e insiemi
Due esperienze: guardare la frequenza relativa convergere alla probabilità teorica, e comporre unione e intersezione di due eventi.
Legge dei grandi numeri
Avvia la simulazione: a ogni prova la frequenza relativa (linea piena) oscilla, ma converge verso la probabilità teorica (linea tratteggiata). All'inizio balla molto, poi si calma.
Diagramma di Venn · unione e intersezione
Regola le probabilità di \(A\), di \(B\) e il grado di sovrapposizione. Osserva come cambia \(P(A\cup B)=P(A)+P(B)-P(A\cap B)\), e quando i due eventi risultano incompatibili o indipendenti.
Esercizi guidati
Definizione classica, evento contrario, unione, indipendenza. Ragiona sempre prima su "casi favorevoli / casi possibili".
Quiz · Probabilità
Domande teoriche e problemi numerici, una alla volta, con esito immediato e possibilità di rivedere.
Probabilità condizionata, Bayes e prove ripetute
Che cosa succede alla probabilità di un evento quando sappiamo che se n'è verificato un altro? La probabilità condizionata risponde a questo, e apre la strada al teorema di Bayes e allo schema di Bernoulli.
Probabilità condizionata
La probabilità di \(A\) sapendo che \(B\) si è verificato, indicata \(P(A\mid B)\), si ottiene "restringendo" lo spazio campionario a \(B\):
Esempio: estraggo una carta da un mazzo di 40 e mi dicono che è una figura (fante, cavallo o re: 12 carte). Qual è la probabilità che sia un re? Nello spazio ristretto alle 12 figure, i re sono 4: \(P=4/12=1/3\).
Probabilità composta e indipendenza
Riscrivendo la definizione otteniamo la regola del prodotto (probabilità composta), utile per gli eventi "in sequenza":
Se \(A\) e \(B\) sono indipendenti, allora \(P(A\mid B)=P(A)\): sapere di \(B\) non cambia nulla, e la regola si riduce a \(P(A\cap B)=P(A)P(B)\). Questa è, propriamente, la definizione di indipendenza.
Formula della probabilità totale
Se le cause \(H_1, H_2, \ldots, H_n\) formano una partizione (si escludono a vicenda e coprono tutti i casi), la probabilità di un evento \(E\) si ottiene "disintegrando" \(E\) su ciascuna causa:
È la media delle probabilità condizionate, pesata con la probabilità di ciascuna causa. Esempio (controllo qualità): due macchine producono i pezzi con percentuali e tassi di difetto diversi; la probabilità che un pezzo qualsiasi sia difettoso è la somma dei contributi delle due macchine.
Il teorema di Bayes
Bayes inverte il condizionamento: dalla probabilità dell'effetto data la causa, alla probabilità della causa dato l'effetto. È il cuore dell'inferenza:
Al numeratore la causa che ci interessa, al denominatore la probabilità totale dell'effetto. Il risultato, spesso controintuitivo, è protagonista dei test diagnostici.
Prove ripetute: lo schema di Bernoulli
Consideriamo \(n\) prove indipendenti, ciascuna con due soli esiti — "successo" (probabilità \(p\)) e "insuccesso" (probabilità \(q=1-p\)). È lo schema di Bernoulli (o prove ripetute). La probabilità di ottenere esattamente \(k\) successi su \(n\) prove è
Da dove viene? Una specifica sequenza con \(k\) successi e \(n-k\) insuccessi ha probabilità \(p^k(1-p)^{n-k}\); e le sequenze diverse con \(k\) successi sono \(\binom{n}{k}\) (i modi di scegliere quali prove sono successi). Ecco il calcolo combinatorio che ritorna dentro la probabilità. Esempio: la probabilità di ottenere esattamente 2 teste in 5 lanci di moneta è \(\binom{5}{2}(0{,}5)^2(0{,}5)^3=10\cdot\dfrac{1}{32}=\dfrac{10}{32}\approx0{,}31\).
Simulazioni · Diagnosi e prove ripetute
Prima il test diagnostico bayesiano su una popolazione di 1000 persone; poi lo schema di Bernoulli con la sua distribuzione dei successi.
Test diagnostico (teorema di Bayes)
Regola prevalenza, sensibilità e specificità. Su 1000 persone vedi i quattro gruppi: la frazione di veri malati tra i positivi è la probabilità che Bayes calcola. Prova a rendere la malattia rara e osserva il crollo.
Schema di Bernoulli · distribuzione dei successi
Imposta il numero di prove \(n\) e la probabilità di successo \(p\). Il grafico mostra \(P(k)=\binom{n}{k}p^k(1-p)^{n-k}\) per ogni \(k\): la probabilità di ciascun numero di successi. Sposta \(p\) e guarda la distribuzione spostarsi.
Esercizi guidati
Probabilità condizionata, alberi, probabilità totale, Bayes e schema di Bernoulli. Disegna sempre l'albero: chiarisce quasi tutto.
Quiz · Condizionata, Bayes e Bernoulli
Domande teoriche e problemi numerici, una alla volta, con esito immediato e possibilità di rivedere.
Variabili aleatorie e distribuzioni
Una variabile aleatoria traduce gli esiti di un esperimento in numeri, così da poterli sintetizzare (valore atteso, varianza) e riconoscere in poche distribuzioni ricorrenti: binomiale, Poisson, normale.
Variabile aleatoria discreta e sua distribuzione
Una variabile aleatoria (v.a.) \(X\) è una funzione che associa un numero a ogni esito dell'esperimento. È discreta se assume un numero finito (o numerabile) di valori \(x_1, x_2, \ldots\). La sua distribuzione di probabilità assegna a ciascun valore la sua probabilità \(p_i=P(X=x_i)\), con il vincolo
Esempio: lanciando due monete, la v.a. "numero di teste" \(X\) assume i valori 0, 1, 2 con probabilità \(1/4,\ 1/2,\ 1/4\).
Valore atteso, varianza, deviazione standard
Il valore atteso (o media) è la media dei valori pesata con le probabilità: il valore "attorno a cui" ci si aspetta stia \(X\).
La varianza misura quanto \(X\) si disperde attorno alla media; la deviazione standard è la sua radice (stessa unità di misura di \(X\)):
Esempio: per un dado equo \(\mu=\dfrac{1+2+\cdots+6}{6}=3{,}5\) e \(\sigma\approx1{,}71\).
La distribuzione binomiale
Conta i successi nello schema di Bernoulli: \(X\sim B(n,p)\) è il numero di successi in \(n\) prove indipendenti con probabilità \(p\). La sua distribuzione è proprio la formula delle prove ripetute:
Ha valore atteso e varianza particolarmente semplici:
Esempio: in 20 lanci di una moneta equa ci si aspettano \(\mu=20\cdot0{,}5=10\) teste, con \(\sigma=\sqrt{20\cdot0{,}5\cdot0{,}5}=\sqrt5\approx2{,}24\).
La distribuzione di Poisson
Descrive il numero di eventi rari che accadono in un intervallo di tempo o spazio fissato (telefonate a un centralino in un'ora, difetti per metro di tessuto), quando gli eventi sono indipendenti e con un tasso medio \(\lambda\) costante:
Caratteristica notevole: media e varianza coincidono, \(\mu=\sigma^2=\lambda\). La Poisson è il limite della binomiale quando \(n\) è molto grande e \(p\) molto piccolo, con \(np=\lambda\) fissato: per questo è la legge degli "eventi rari".
Variabili continue e densità di probabilità
Una v.a. è continua se può assumere tutti i valori di un intervallo (un'altezza, un tempo di attesa). Qui \(P(X=x)=0\) per ogni singolo valore: ha senso solo la probabilità che \(X\) cada in un intervallo, data dall'area sotto una funzione densità \(f(x)\):
L'area totale sotto la densità vale sempre 1, come la somma delle probabilità nel caso discreto.
La distribuzione normale (gaussiana)
È la più importante distribuzione continua: la celebre "campana" simmetrica attorno alla media \(\mu\), con larghezza governata da \(\sigma\). Si scrive \(X\sim N(\mu,\sigma^2)\) e ha densità
Compare ovunque per il teorema del limite centrale: la somma di molti piccoli effetti indipendenti tende a distribuirsi normalmente. Vale la utilissima regola \(68\text{–}95\text{–}99{,}7\): circa il 68% dei dati cade entro \(\mu\pm\sigma\), il 95% entro \(\mu\pm2\sigma\), il 99,7% entro \(\mu\pm3\sigma\).
Standardizzazione e uso delle tavole
Per calcolare le probabilità si passa alla normale standard \(Z\sim N(0,1)\) tramite la standardizzazione, che misura "quante \(\sigma\)" un valore dista dalla media:
Le tavole della normale standard forniscono l'area \(P(Z\le z)\); da lì, con simmetria e complemento, si ricava qualsiasi probabilità. Esempio: se \(X\sim N(170,10^2)\) (altezze in cm), la probabilità che \(X\le 185\) corrisponde a \(z=\dfrac{185-170}{10}=1{,}5\), da cui \(P(Z\le1{,}5)\approx0{,}933\).
Simulazioni · Distribuzioni
Una distribuzione discreta (binomiale o Poisson) con media e deviazione standard, e la curva normale con la standardizzazione dal vivo.
Distribuzione discreta · binomiale e Poisson
Scegli il modello e i parametri. Le barre danno \(P(X=k)\); la linea verticale segna il valore atteso \(\mu\), la banda chiara l'intervallo \(\mu\pm\sigma\). Con la binomiale a \(n\) grande e \(p\) piccolo, confronta la forma con la Poisson di uguale \(\lambda=np\).
Distribuzione normale · standardizzazione
Regola media \(\mu\) e deviazione \(\sigma\), poi sposta la soglia \(x\): si colora l'area \(P(X\le x)\) e si legge il punteggio standard \(z\). La curva resta una campana; cambia solo dove è centrata e quanto è larga.
Esercizi guidati
Valore atteso, varianza, binomiale, Poisson e normale standardizzata. Per la normale, standardizza sempre prima di cercare l'area.
Quiz · Variabili aleatorie e distribuzioni
Domande teoriche e problemi numerici, una alla volta, con esito immediato e possibilità di rivedere.