Combinatoria & ProbabilitàPercorso interattivo · Liceo scientifico

In quanti modi? Con quale probabilità?

Due domande, un solo percorso. Prima impariamo a contare le possibilità senza elencarle una per una; poi usiamo quel conteggio per misurare l'incertezza. Il calcolo combinatorio è l'arte di contare; la probabilità è l'arte di scommettere con metodo.

Che cosa costruiremo insieme

Combinatoria e probabilità sono legate a doppio filo: quasi ogni problema di probabilità "classica" si riduce a contare i casi favorevoli e i casi possibili. Per questo le studiamo di seguito, nello stesso percorso. L'obiettivo non è memorizzare formule, ma imparare a riconoscere la struttura di un problema e scegliere lo strumento giusto.

La domanda che risolve tutto
Davanti a un problema di conteggio, chiediti sempre due cose: l'ordine conta? e gli elementi si possono ripetere? Le risposte a queste due domande selezionano da sole la formula — disposizioni, permutazioni o combinazioni. Torneremo su questo schema in continuazione.

I cinque capitoli

1 · Calcolo combinatorio — conteggio, disposizioni, permutazioni, combinazioni 2 · Binomio e triangolo di Tartaglia — coefficienti binomiali 3 · Probabilità — concezioni, assiomi, eventi, legge dei grandi numeri 4 · Condizionata, Bayes e Bernoulli — alberi, diagnosi, prove ripetute 5 · Variabili aleatorie — valore atteso, binomiale, Poisson, normale

Ogni capitolo ha quattro momenti: Teoria essenziale ma rigorosa, Simulazioni interattive in cui muovi tu i parametri, Esercizi a difficoltà crescente con suggerimenti che appaiono solo quando li chiedi, e un Quiz finale con correzione automatica e spiegazione degli errori.

Il lavoro da svolgere

Questo non è un testo da leggere passivamente: è un laboratorio. Il lavoro consiste nel percorrere ogni capitolo attraversandone le quattro fasi, nell'ordine — perché ciascuna prepara la successiva.

Obiettivi di apprendimento

Al termine del percorso dovresti essere in grado di:

  • contare le possibilità di una situazione riconoscendo se l'ordine conta e se sono ammesse ripetizioni, e scegliere di conseguenza la formula giusta;
  • usare i coefficienti binomiali, il triangolo di Tartaglia e il binomio di Newton;
  • calcolare probabilità con la definizione classica e combinare eventi (contrario, unione, intersezione, indipendenza);
  • applicare la probabilità condizionata, la formula della probabilità totale e il teorema di Bayes a casi reali (diagnosi, controllo qualità);
  • descrivere una variabile aleatoria con valore atteso e varianza, e riconoscere le distribuzioni binomiale, di Poisson e normale.

Come procedere, in quattro fasi

① Teoria — leggi con carta e penna a fianco ② Simulazione — muovi i parametri e formula ipotesi ③ Esercizi — prova da solo, poi svela un indizio alla volta ④ Quiz — verifica e correggi gli errori

Nella teoria ferma la lettura a ogni formula e prova a rifarne il ragionamento. Nella simulazione non limitarti a guardare: prima di spostare un cursore, prevedi che cosa succederà, poi controlla. Negli esercizi concediti di sbagliare prima di chiedere aiuto; gli indizi compaiono uno per volta apposta. Il quiz non serve a darti un voto, ma a mostrarti dove tornare indietro.

Prerequisiti
Bastano le operazioni con le potenze, le frazioni e un po' di dimestichezza con gli insiemi. Il fattoriale e i coefficienti binomiali si introducono qui da zero. Per l'ultimo capitolo (variabile normale) è utile l'idea di area sotto una curva.
Come valutarti
Ogni quiz dà un punteggio e una traccia delle risposte: considera di padroneggiare un capitolo quando ottieni almeno il 70% senza aver guardato le soluzioni. Altrimenti, torna alla teoria delle domande sbagliate e riprova: è il ciclo che fa imparare.

Contare senza elencare

Elencare tutte le possibilità funziona finché sono poche. Ma quante colonne diverse ci sono al Totocalcio (13 partite, 3 esiti)? Sono \(3^{13}=1\,594\,323\): impossibile elencarle. Il calcolo combinatorio ci dà il numero senza costruire la lista.

Il segreto è quasi sempre lo stesso: scomporre una scelta complessa in scelte successive più semplici e moltiplicare le possibilità. È il principio fondamentale del conteggio, il mattone di tutto.

Misurare l'incertezza

La probabilità nasce nel Seicento da un problema di gioco d'azzardo, ma oggi è il linguaggio della scienza: dalla meccanica quantistica alle previsioni meteo, dai test medici all'intelligenza artificiale. Dare un numero tra 0 e 1 alla parola "forse" è una delle idee più potenti della matematica.

Vedremo che l'intuito, qui, spesso inganna: il capitolo su Bayes ti mostrerà come un test "affidabile al 99%" possa dare, in certe condizioni, più falsi allarmi che veri.

Nota storica sugli argomenti

I due filoni di questo percorso hanno storie diverse che a un certo punto si intrecciano. Il calcolo combinatorio è antichissimo: già nell'India del VI secolo si contavano le combinazioni di sapori e metri poetici, mentre in Cina e nel mondo islamico (al-Karaji, Omar Khayyam) prendeva forma il triangolo dei coefficienti che in Italia chiamiamo di Tartaglia e altrove di Pascal — un esempio di come la stessa idea sia stata scoperta più volte, in luoghi lontani.

La probabilità, invece, ha una nascita quasi puntuale e un'origine curiosa: il gioco d'azzardo. Nel 1654 il cavaliere de Méré, giocatore incallito, pose a Blaise Pascal il "problema dei punti" — come dividere equamente la posta di un gioco interrotto. Lo scambio di lettere tra Pascal e Pierre de Fermat per risolverlo è considerato l'atto di fondazione del calcolo delle probabilità. Da lì, in poco più di due secoli, si passò dai dadi alla scienza: la legge dei grandi numeri di Bernoulli, il teorema di Bayes, la sistemazione di Laplace, fino agli assiomi con cui Kolmogorov, nel 1933, diede alla teoria la forma rigorosa che studiamo oggi.

Ecco perché combinatoria e probabilità viaggiano insieme: contare i casi possibili — un'arte millenaria — è il primo passo per misurare quanto è probabile un evento. La linea del tempo qui sotto riassume le tappe principali.

XI sec. — In Persia al-Karaji e Omar Khayyam, in Cina Jia Xian, studiano il triangolo dei coefficienti binomiali, secoli prima di Pascal.
1303Zhu Shijie pubblica in Cina il triangolo aritmetico nella sua forma compiuta.
1654Blaise Pascal e Pierre de Fermat, in un celebre scambio di lettere sul "problema dei punti", fondano il calcolo delle probabilità.
1657Christiaan Huygens scrive il primo trattato sistematico sul calcolo nei giochi d'azzardo.
1713Jacob Bernoulli, nell'Ars Conjectandi, dimostra la legge dei grandi numeri.
1763 — Viene pubblicato, postumo, il teorema del reverendo Thomas Bayes sulla probabilità delle cause.
1812Pierre-Simon Laplace dà alla probabilità classica la sua forma definitiva nella Théorie analytique.
1933Andrej Kolmogorov fonda la probabilità moderna su tre assiomi: nasce la teoria rigorosa.
Come usare questo percorso
Non serve leggere tutto di seguito. Puoi partire da un capitolo, provare subito la simulazione, e tornare alla teoria quando una domanda ti nasce spontanea. Gli esercizi e i quiz servono a te per capire dove sei — sbagliare fa parte del metodo.

Calcolo combinatorio

Il calcolo combinatorio risponde a una domanda: in quanti modi? In quanti modi si possono ordinare, scegliere, raggruppare degli oggetti. Tutto ruota attorno a due domande di controllo: l'ordine conta? e si possono ripetere gli elementi?

Il principio fondamentale del conteggio

È il mattone di tutto. Se una scelta si compone di più fasi successive e indipendenti, e la prima fase ha \(n_1\) esiti, la seconda \(n_2\), e così via, allora il numero totale di esiti è il prodotto:

\[ N = n_1 \cdot n_2 \cdot \ldots \cdot n_k \]

Esempio: un menù con 3 antipasti, 4 primi e 2 dolci offre \(3\cdot4\cdot2=24\) pasti completi diversi. Non serve elencarli: si moltiplica. È il principio moltiplicativo, e da qui derivano tutte le formule che seguono.

inizio 1ª scelta 2ª scelta
Ogni ramo si dirama: i percorsi totali sono il prodotto delle diramazioni a ogni livello.

Il fattoriale

Il fattoriale di un numero naturale \(n\) è il prodotto di tutti gli interi da 1 a \(n\):

\[ n! = n\cdot(n-1)\cdot(n-2)\cdots 2\cdot 1 \]

Per esempio \(5!=5\cdot4\cdot3\cdot2\cdot1=120\). Si pone per convenzione \(0!=1\) (c'è un solo modo di non scegliere nulla). Proprietà utilissima da ricordare, perché permette di semplificare le frazioni di fattoriali:

\[ n! = n\cdot(n-1)! \]

Grazie a essa, per esempio, \(\dfrac{8!}{6!}=\dfrac{8\cdot7\cdot6!}{6!}=8\cdot7=56\): non serve calcolare i fattoriali per intero.

Disposizioni

Le disposizioni riguardano scelte in cui l'ordine conta: prendere \(k\) oggetti da \(n\) e disporli in fila (posti distinti).

Disposizioni semplici (senza ripetizione)

Ogni oggetto si può usare una volta sola. Il numero di disposizioni di \(n\) oggetti a gruppi di \(k\) è

\[ D_{n,k} = \frac{n!}{(n-k)!} = n\,(n-1)\cdots(n-k+1) \]

Esempio: il podio di una gara con 8 cavalli (1°, 2°, 3° posto) dà \(D_{8,3}=8\cdot7\cdot6=336\) possibili classifiche. L'ordine conta (arrivare primi o secondi è diverso) e non si ripete (un cavallo non occupa due posti).

Disposizioni con ripetizione

Ogni oggetto si può riusare quante volte si vuole. Ci sono \(n\) scelte a ognuno dei \(k\) posti:

\[ D'_{n,k} = n^k \]

Esempio: un PIN di 4 cifre (da 0 a 9, ripetibili) ha \(10^4=10\,000\) possibilità; le colonne del Totocalcio (13 segni, 3 esiti) sono \(3^{13}\).

Permutazioni

Una permutazione è un ordinamento di tutti gli \(n\) oggetti: è il caso particolare delle disposizioni con \(k=n\).

Permutazioni semplici

\[ P_n = n! \]

Esempio: 5 persone in fila si possono ordinare in \(5!=120\) modi.

Permutazioni con ripetizione

Se alcuni oggetti sono identici tra loro (ripetuti \(h_1, h_2, \ldots\) volte), gli ordinamenti distinti sono di meno, perché scambiare oggetti uguali non produce un nuovo ordine:

\[ P_n^{(h_1,h_2,\ldots)} = \frac{n!}{h_1!\,h_2!\cdots} \]

Esempio classico: gli anagrammi (anche privi di senso) della parola MAMMA. Ci sono 5 lettere con la M ripetuta 3 volte e la A 2 volte: \(\dfrac{5!}{3!\,2!}=\dfrac{120}{12}=10\).

Combinazioni

Nelle combinazioni l'ordine non conta: si scelgono \(k\) oggetti da \(n\) formando un gruppo, indipendentemente dall'ordine in cui li si prende.

Combinazioni semplici

\[ C_{n,k} = \binom{n}{k} = \frac{n!}{k!\,(n-k)!} = \frac{D_{n,k}}{k!} \]

Il "\(k!\)" al denominatore cancella tutti i possibili ordinamenti dello stesso gruppo. Esempio: una commissione di 3 studenti scelta tra 10 dà \(\binom{10}{3}=\dfrac{10\cdot9\cdot8}{3\cdot2\cdot1}=120\). Il numero \(\binom{n}{k}\) si chiama coefficiente binomiale: lo studieremo nel capitolo successivo.

Combinazioni con ripetizione

Se si possono scegliere più volte gli stessi elementi (ma l'ordine resta irrilevante):

\[ C'_{n,k} = \binom{n+k-1}{k} \]

Esempio: quanti coni da 3 palline si possono comporre con 5 gusti disponibili (ripetizioni ammesse)? \(\binom{5+3-1}{3}=\binom{7}{3}=35\).

Anagrammi e percorsi su una griglia

Gli anagrammi di una parola sono tutti i modi diversi di riordinarne le lettere (anche senza significato). Sono l'esempio più naturale di permutazione, e mostrano bene la differenza tra "con" e "senza" ripetizione.

Parole con lettere tutte diverse

Se le \(n\) lettere sono tutte distinte, ogni riordino è diverso: gli anagrammi sono le permutazioni semplici, cioè \(n!\). Esempio: la parola ROMA ha 4 lettere diverse, quindi \(4!=24\) anagrammi.

Parole con lettere ripetute

Se alcune lettere si ripetono, scambiare due lettere uguali non produce un anagramma nuovo: bisogna dividere per le permutazioni interne di ciascun gruppo di lettere uguali. Con una lettera ripetuta \(h_1\) volte, un'altra \(h_2\) volte, ecc.:

\[ \frac{n!}{h_1!\,h_2!\cdots} \]

Esempio: MATEMATICA ha 10 lettere, con la A ripetuta 3 volte, la M 2 volte, la T 2 volte. Gli anagrammi sono \(\dfrac{10!}{3!\,2!\,2!}=\dfrac{3\,628\,800}{24}=151\,200\).

Il ponte: i percorsi su una griglia

Ecco l'applicazione più elegante. Immagina una griglia rettangolare: vuoi andare dall'angolo in basso a sinistra a quello in alto a destra compiendo solo passi verso destra (D) o verso l'alto (A), sempre lungo le linee, senza mai tornare indietro (percorsi minimi). Per una griglia che richiede \(m\) passi a destra e \(n\) passi in alto, ogni percorso è una sequenza di \(m\) lettere D e \(n\) lettere A: cioè un anagramma di una parola fatta di \(m\) D e \(n\) A!

\[ \text{n. percorsi} = \frac{(m+n)!}{m!\,n!} = \binom{m+n}{m} \]

Lo stesso numero, letto in tre modi diversi: un anagramma (permutazione con ripetizione di due lettere), una combinazione (scegliere quali degli \(m+n\) passi sono "a destra"), e un coefficiente binomiale. Tre linguaggi per una sola idea.

start fine D D A D A
Griglia con 3 passi a destra e 2 in alto: il percorso evidenziato è la parola "DDADA". I percorsi totali sono C(5,3) = 10.
Prova a vederlo
Contare i percorsi elencandoli è noioso e si sbaglia facilmente. Ma tradotto in "quante parole con 3 D e 2 A", diventa un conteggio che sai già fare. La simulazione ti fa generare percorsi a caso e leggere ogni volta la parola corrispondente.

Il problema del resto e i numeri di Catalan

Con lo stesso strumento dei percorsi possiamo affrontare un problema famoso, che a prima vista sembra molto più difficile.

Il quesito
L'ingresso a uno spettacolo costa 25 €. Gli spettatori entrano uno alla volta: alcuni pagano con una banconota da 50 € (li chiamiamo R, "vogliono il resto"), altri con esatti 25 € (li chiamiamo C). La cassa è inizialmente vuota. In quanti modi diversi si possono disporre 10 spettatori (5 R e 5 C) in modo da poter sempre dare il resto?

Tradurre la condizione

Il resto di uno spettatore R è una banconota da 25 €, che in cassa arriva solo dagli spettatori C. Quindi in ogni istante la cassa può dare il resto solo se i C entrati finora sono almeno quanti gli R. Se leggiamo la fila come una parola di 5 C e 5 R, la condizione è: in ogni prefisso della parola il numero di C è \(\ge\) al numero di R.

Senza vincolo, le disposizioni sarebbero gli anagrammi di 5 C e 5 R, cioè \(\binom{10}{5}=252\). Ma molte non vanno bene (se un R arriva quando la cassa è vuota, niente resto). Dobbiamo togliere quelle "cattive".

Il principio di riflessione

Rappresentiamo la parola come un cammino: ogni C è un passo a destra, ogni R un passo in alto. La condizione "\(C\ge R\) in ogni prefisso" significa che il cammino resta sotto (o sulla) diagonale. Un cammino "cattivo" prima o poi la oltrepassa, toccando la retta appena sopra. Riflettendo la parte di cammino successiva al primo sconfinamento si ottiene una corrispondenza esatta tra i cammini cattivi e tutti i cammini con 6 R e 4 C: sono \(\binom{10}{4}=210\). Quindi le disposizioni valide sono

\[ \binom{10}{5}-\binom{10}{4} = 252 - 210 = 42 \]

La risposta al quesito è 42. Il conteggio non dipende dal caso particolare: quei numeri hanno un nome e una teoria propria, i numeri di Catalan, che presentiamo qui sotto.

I numeri di Catalan

I numeri di Catalan \(C_n\) formano una delle successioni più celebri della matematica: \(1, 1, 2, 5, 14, 42, 132, \ldots\) Compaiono ogni volta che si contano oggetti costruiti "bilanciando" due elementi, come nel problema del resto.

Le formule

L'\(n\)-esimo numero di Catalan si può scrivere in due modi equivalenti — come differenza di coefficienti binomiali (dal principio di riflessione) o in forma chiusa:

\[ C_n = \binom{2n}{n}-\binom{2n}{n-1} = \frac{1}{n+1}\binom{2n}{n} \]

Esiste anche una comoda formula ricorsiva per passare da un termine al successivo:

\[ C_0 = 1, \qquad C_{n+1} = \frac{2(2n+1)}{n+2}\,C_n \]

Per esempio da \(C_4=14\) si ottiene \(C_5=\dfrac{2\cdot 9}{6}\cdot 14 = 3\cdot 14 = 42\).

I primi valori

\(n\)012345678
\(C_n\)112514421324291430

Vederli: le 5 file valide con 3 R e 3 C

Per \(n=3\) il numero di Catalan è \(C_3=5\). Ecco tutte e cinque le disposizioni valide (in ogni prefisso i C non sono mai meno degli R): nota che iniziano sempre con C e finiscono con R.

CCCRRR
CCRCRR
CCRRCR
CRCCRR
CRCRCR

Dove ricompaiono

La stessa successione conta una varietà sorprendente di oggetti diversi — è questo che la rende famosa:

  • le sequenze di \(n\) coppie di parentesi correttamente bilanciate (C = "\(($\)", R = "\()$\)");
  • i cammini da un angolo all'altro di una griglia \(n\times n\) che non superano mai la diagonale;
  • le triangolazioni di un poligono con \(n+2\) lati;
  • gli alberi binari con \(n\) nodi interni;
  • e, appunto, le disposizioni del problema del resto.
Perché tante cose diverse danno lo stesso numero
Perché in fondo sono lo stesso problema travestito: c'è sempre un modo di "bilanciare" due elementi (aperte/chiuse, destra/alto, C/R) senza mai sbilanciarsi dalla parte sbagliata. Riconoscere questa struttura è ciò che trasforma un quesito difficile in uno già risolto.

Lo schema che risolve tutto

Prima di applicare una formula, rispondi alle due domande. La risposta ti porta direttamente allo strumento:

L'ordine conta?Ripetizioni?StrumentoFormula
NoDisposizioni semplici\(\dfrac{n!}{(n-k)!}\)
Disposizioni con ripetizione\(n^k\)
Sì (tutti gli \(n\))NoPermutazioni\(n!\)
NoNoCombinazioni semplici\(\binom{n}{k}\)
NoCombinazioni con ripetizione\(\binom{n+k-1}{k}\)
Trucco per non sbagliare
"Il podio conta l'ordine, la commissione no." Cambia una password l'ordine delle cifre? Sì → disposizioni. Cambia una mano di carte l'ordine in cui le ricevi? No → combinazioni. Attacca ogni problema nuovo a un esempio che conosci già.

Simulazione · Esploratore combinatorio

Scegli il tipo di raggruppamento, se ammettere le ripetizioni, e i valori di \(n\) e \(k\). L'esploratore calcola la formula e disegna i raggruppamenti possibili (per valori piccoli): vedere l'elenco costruirsi aiuta a capire perché la formula dà proprio quel numero.

Suggerimento: parti da \(n=4\), \(k=2\) e confronta "Disposizioni" con "Combinazioni": vedrai che le disposizioni sono esattamente \(k!=2\) volte le combinazioni (AB e BA contano due volte per le disposizioni, una sola per le combinazioni).

Percorsi su una griglia

Ogni percorso minimo dall'angolo di partenza a quello opposto è una sequenza di passi a destra (D) e in alto (A): un anagramma di una parola con \(m\) lettere D e \(n\) lettere A. Regola la griglia, genera percorsi a caso e leggi la parola corrispondente. I percorsi totali sono \(\binom{m+n}{m}\).

Prova a fissare \(m+n\) costante (per esempio 6) cambiando \(m\) e \(n\): il numero di percorsi è massimo quando la griglia è "quadrata" (\(m=n\)), come per il coefficiente binomiale centrale.

Il problema del resto (numeri di Catalan)

Genera una fila casuale di \(n\) spettatori C (pagano 25 € esatti, +1 in cassa) e \(n\) spettatori R (pagano 50 €, chiedono resto, −1 in cassa). Il grafico mostra le banconote da 25 € in cassa passo dopo passo: se scende sotto zero, in quel momento non si può dare il resto e la disposizione non è valida.

cassa ≥ 0 (si può dare il resto) cassa < 0 (resto impossibile)
La prima banconota da 25 € deve per forza arrivare da un C: infatti ogni disposizione valida comincia con C e finisce con R. Genera qualche fila e verifica.

Esercizi guidati

Difficoltà crescente. I suggerimenti compaiono solo quando li chiedi: prova prima da solo, poi svela un indizio alla volta.

Quiz · Calcolo combinatorio

Domande teoriche e problemi numerici, una alla volta. Rispondi e vedrai subito l'esito; puoi tornare indietro quando vuoi.

Binomio di Newton e triangolo di Tartaglia

Il coefficiente binomiale \(\binom{n}{k}\) — nato come "numero delle combinazioni" — è protagonista di due gioielli della matematica: il triangolo di Tartaglia e lo sviluppo del binomio di Newton. Sono la stessa cosa vista da due lati.

Il coefficiente binomiale

Definito come il numero di combinazioni semplici di \(n\) oggetti a gruppi di \(k\):

\[ \binom{n}{k} = \frac{n!}{k!\,(n-k)!}, \qquad 0\le k\le n \]

Si legge "\(n\) su \(k\)" e conta in quanti modi si può scegliere un sottoinsieme di \(k\) elementi da un insieme di \(n\). Casi limite: \(\binom{n}{0}=\binom{n}{n}=1\) (un solo modo di scegliere nessuno o tutti) e \(\binom{n}{1}=n\).

Le proprietà da conoscere

  • Simmetria: \(\displaystyle\binom{n}{k}=\binom{n}{n-k}\). Scegliere chi entra equivale a scegliere chi resta fuori.
  • Formula di Stifel (regola di costruzione): \(\displaystyle\binom{n}{k}=\binom{n-1}{k-1}+\binom{n-1}{k}\). Ogni coefficiente è la somma dei due che gli stanno sopra.
  • Somma di una riga: \(\displaystyle\sum_{k=0}^{n}\binom{n}{k}=2^n\). È il numero di tutti i sottoinsiemi di un insieme di \(n\) elementi.
  • Somma di una diagonale (bastone da hockey): \(\displaystyle\binom{n}{k}=\sum_{m=k-1}^{n-1}\binom{m}{k-1}\). Ogni numero è la somma di quelli lungo la diagonale che gli sta sopra.

Il triangolo di Tartaglia

Disponendo i coefficienti binomiali in righe (riga \(n\) contiene \(\binom{n}{0},\binom{n}{1},\ldots,\binom{n}{n}\)) si ottiene il triangolo di Tartaglia (o di Pascal). La formula di Stifel diventa una semplice regola di costruzione: ogni numero è la somma dei due sopra di lui.

1 11 121 1331 14641 15101051
Le prime righe: 3 + 3 = 6, 4 + 6 = 10… La regola di Stifel in azione (evidenziato: 2 + 4 = 6).

Ogni riga è simmetrica, comincia e finisce con 1, e la somma dei suoi elementi raddoppia a ogni riga (\(1,2,4,8,16,\ldots=2^n\)). La simulazione ti farà cliccare le celle per vedere queste proprietà dal vivo.

La proprietà del "bastone da hockey"

C'è una proprietà meno nota ma molto elegante, che riguarda le diagonali:

  • il secondo numero di ogni riga è la somma dei primi numeri delle righe precedenti;
  • il terzo numero di ogni riga è la somma dei secondi numeri delle righe precedenti;
  • ...e così via: ogni numero è la somma di tutti quelli che stanno sulla diagonale sopra di lui.

In formula, indicando con \(\binom{n}{k}\) il \((k{+}1)\)-esimo numero della riga \(n\):

\[ \binom{n}{k} = \binom{k-1}{k-1}+\binom{k}{k-1}+\cdots+\binom{n-1}{k-1} = \sum_{m=k-1}^{n-1}\binom{m}{k-1} \]

Esempio: il terzo numero della riga 5 è \(\binom{5}{2}=10\); ed è proprio la somma dei secondi numeri delle righe precedenti: \(1+2+3+4=10\) (cioè \(\binom{1}{1}+\binom{2}{1}+\binom{3}{1}+\binom{4}{1}\)).

1 11 121 1331 14641 15101051
Il "bastone da hockey": la diagonale 1 + 2 + 3 + 4 (il manico) si somma nel numero 10 (la lama).

Le diagonali notevoli del triangolo

Le diagonali del triangolo di Tartaglia (lette parallelamente al lato sinistro) nascondono successioni famose. La diagonale \(k\) è formata dai numeri \(\binom{k}{k},\binom{k+1}{k},\binom{k+2}{k},\ldots\)

DiagonaleSuccessioneNomeFormula \(\binom{n}{k}\)
\(k=0\)1, 1, 1, 1, 1, …costante\(\binom{n}{0}=1\)
\(k=1\)1, 2, 3, 4, 5, …numeri naturali\(\binom{n}{1}=n\)
\(k=2\)1, 3, 6, 10, 15, …numeri triangolari\(\binom{n}{2}=\dfrac{n(n-1)}{2}\)
\(k=3\)1, 4, 10, 20, 35, …numeri tetraedrici\(\binom{n}{3}=\dfrac{n(n-1)(n-2)}{6}\)

C'è un filo che le collega tutte, ed è la proprietà del bastone da hockey vista prima: ogni diagonale è fatta dalle somme parziali della diagonale precedente. I numeri triangolari sono le somme dei naturali (\(1,\ 1{+}2,\ 1{+}2{+}3,\ldots = 1,3,6,\ldots\)); i tetraedrici sono le somme dei triangolari (\(1,\ 1{+}3,\ 1{+}3{+}6,\ldots = 1,4,10,\ldots\)).

13610
I numeri triangolari 1, 3, 6, 10: punti che formano triangoli sempre più grandi (ogni volta si aggiunge una fila).

Le diagonali oblique: la sorpresa di Fibonacci

Sommando i numeri lungo le diagonali oblique (quelle "piatte", che salgono verso destra) si ottiene la celebre successione di Fibonacci \(1, 1, 2, 3, 5, 8, 13, \ldots\), in cui ogni termine è la somma dei due precedenti:

\[ 1,\quad 1,\quad 1{+}1=2,\quad 1{+}2=3,\quad 1{+}3{+}1=5,\quad 1{+}4{+}3=8,\ \ldots \]

In formula, l'\(r\)-esimo numero di Fibonacci è \(\displaystyle F_r=\sum_{k\ge 0}\binom{r-1-k}{k}\): un'altra successione famosa che si nasconde nel triangolo. La simulazione qui accanto ti fa evidenziare una diagonale alla volta e leggerne la somma.

Il binomio di Newton

Qui sta la sorpresa: i numeri del triangolo di Tartaglia sono esattamente i coefficienti che compaiono sviluppando una potenza di un binomio. Vale la formula del binomio di Newton:

\[ (a+b)^n = \sum_{k=0}^{n}\binom{n}{k}\,a^{\,n-k}\,b^{\,k} \]

Per esempio, con \(n=3\), leggendo la riga \(1,3,3,1\):

\[ (a+b)^3 = a^3 + 3a^2b + 3ab^2 + b^3 \]

Osserva la struttura di ogni termine: l'esponente di \(a\) cala da \(n\) a \(0\), quello di \(b\) sale da \(0\) a \(n\), e la loro somma è sempre \(n\). Lo sviluppo ha \(n+1\) termini. Perché proprio i coefficienti binomiali? Perché il termine con \(b^k\) si ottiene scegliendo la \(b\) da \(k\) dei fattori \((a+b)\): e i modi di scegliere \(k\) fattori su \(n\) sono \(\binom{n}{k}\).

Un ponte tra due mondi
Combinatoria e algebra qui coincidono: contare i sottoinsiemi e sviluppare una potenza danno gli stessi numeri. Ponendo \(a=b=1\) nella formula di Newton si riottiene subito \(\sum_k\binom{n}{k}=2^n\): l'algebra dimostra un fatto di conteggio.

Simulazione · Triangolo di Tartaglia interattivo

Scegli quale proprietà evidenziare e clicca una cella: l'esploratore mostra le celle coinvolte e verifica la proprietà con i numeri.

cella selezionata \(\binom{n}{k}\) celle coinvolte nella proprietà
Con Bastone da hockey scegli una cella non sul bordo sinistro: vedrai evidenziata la diagonale che, sommata, dà proprio quel numero (il 2º numero di una riga è la somma dei 1º delle righe sopra, il 3º dei 2º, e così via).

Le diagonali notevoli

Scegli quale successione evidenziare nel triangolo: le diagonali "dritte" danno naturali, triangolari e tetraedrici; le diagonali oblique (con il cursore) danno i numeri di Fibonacci.

Esercizi guidati

Coefficienti binomiali, proprietà e sviluppo del binomio. Usa la simmetria e la formula di Stifel per evitare calcoli lunghi.

Quiz · Binomio e Tartaglia

Domande teoriche e problemi numerici, una alla volta, con esito immediato e possibilità di rivedere.

Probabilità: fondamenti e teoremi

La probabilità assegna a ogni evento un numero tra 0 e 1 che ne misura la "credibilità". Prima chiariamo che cosa è questo numero — ci sono più modi di intenderlo — poi le regole per combinarlo.

Esperimenti aleatori, spazio campionario, eventi

Un esperimento aleatorio è una prova il cui esito non è prevedibile con certezza (lancio di un dado, estrazione di una carta). L'insieme di tutti gli esiti possibili è lo spazio campionario \(\Omega\); ogni suo elemento è un evento elementare.

Un evento è un sottoinsieme di \(\Omega\): l'insieme degli esiti che lo realizzano. "Esce un numero pari" con un dado è l'evento \(\{2,4,6\}\). Casi speciali: l'evento certo \(\Omega\), l'evento impossibile \(\varnothing\). Due eventi si dicono incompatibili se non possono verificarsi insieme (\(A\cap B=\varnothing\)).

Le concezioni della probabilità

La stessa parola "probabilità" ha ricevuto interpretazioni diverse, ognuna utile in un contesto:

ConcezioneIdea di fondoFormula / criterio
Classica (Laplace)Casi ugualmente possibili\(P(E)=\dfrac{\text{casi favorevoli}}{\text{casi possibili}}\)
FrequentistaFrequenza su molte prove\(P(E)\approx\dfrac{\text{successi}}{\text{prove}}\)
SoggettivaGrado di fiducia di chi valutaprezzo equo di una scommessa
Assiomatica (Kolmogorov)Definizione formale via assiomivedi sotto

La definizione classica richiede che i casi siano ugualmente possibili (dado non truccato); è quella che si usa nella maggior parte dei problemi combinatori. La frequentista stima la probabilità con l'esperienza, ed è fondata dalla legge dei grandi numeri. La soggettiva serve quando non ci sono simmetrie né esperimenti ripetibili (probabilità di un evento storico). L'assiomatica le unifica tutte.

Gli assiomi di Kolmogorov

Nel 1933 Kolmogorov definì la probabilità come una funzione \(P\) che a ogni evento associa un numero, soddisfacente tre assiomi. Da questi tre soltanto discende tutta la teoria:

  1. Non negatività: \(P(A)\ge 0\) per ogni evento \(A\).
  2. Normalizzazione: \(P(\Omega)=1\) (l'evento certo ha probabilità 1).
  3. Additività: se \(A\) e \(B\) sono incompatibili, \(P(A\cup B)=P(A)+P(B)\).

Conseguenza immediata: \(0\le P(A)\le 1\) per ogni evento, e \(P(\varnothing)=0\).

I primi teoremi

Probabilità dell'evento contrario

L'evento contrario \(\bar A\) ("non \(A\)") ha probabilità complementare:

\[ P(\bar A) = 1 - P(A) \]

Strumento potentissimo: spesso è molto più facile calcolare la probabilità del contrario. "Almeno un 6 in due lanci" conviene calcolarlo come \(1-P(\text{nessun 6})\).

Probabilità totale (unione di due eventi)

\[ P(A\cup B) = P(A) + P(B) - P(A\cap B) \]

Si sottrae \(P(A\cap B)\) perché sommando \(P(A)\) e \(P(B)\) l'intersezione verrebbe contata due volte. Se \(A\) e \(B\) sono incompatibili l'intersezione è vuota e si torna a \(P(A\cup B)=P(A)+P(B)\).

Eventi indipendenti

Due eventi sono indipendenti se il verificarsi dell'uno non altera la probabilità dell'altro. In tal caso la probabilità che si verifichino entrambi è il prodotto:

\[ P(A\cap B) = P(A)\cdot P(B) \qquad (A,B \text{ indipendenti}) \]

Attenzione a non confondere incompatibili (non possono coesistere: \(A\cap B=\varnothing\)) e indipendenti (uno non influenza l'altro): due eventi incompatibili con probabilità positiva sono anzi fortemente dipendenti, perché sapere che è accaduto uno esclude l'altro.

Definizione frequentista e legge dei grandi numeri

Se ripetiamo molte volte lo stesso esperimento, la frequenza relativa di un evento (successi diviso prove) tende a stabilizzarsi attorno a un valore. La legge dei grandi numeri di Bernoulli garantisce che, al crescere del numero di prove, questa frequenza si avvicina alla probabilità teorica dell'evento.

È il ponte tra teoria ed esperienza: giustifica sia la stima frequentista (misurare \(P\) contando), sia la nostra fiducia che un dado equo dia "circa un sesto" di sei sul lungo periodo. Attenzione però: la legge non dice che i risultati "si compensano" nel breve periodo (è la fallacia dello scommettitore): il dado non ha memoria.

Simulazioni · Frequenza e insiemi

Due esperienze: guardare la frequenza relativa convergere alla probabilità teorica, e comporre unione e intersezione di due eventi.

Legge dei grandi numeri

Avvia la simulazione: a ogni prova la frequenza relativa (linea piena) oscilla, ma converge verso la probabilità teorica (linea tratteggiata). All'inizio balla molto, poi si calma.

frequenza relativa osservata probabilità teorica

Diagramma di Venn · unione e intersezione

Regola le probabilità di \(A\), di \(B\) e il grado di sovrapposizione. Osserva come cambia \(P(A\cup B)=P(A)+P(B)-P(A\cap B)\), e quando i due eventi risultano incompatibili o indipendenti.

Esercizi guidati

Definizione classica, evento contrario, unione, indipendenza. Ragiona sempre prima su "casi favorevoli / casi possibili".

Quiz · Probabilità

Domande teoriche e problemi numerici, una alla volta, con esito immediato e possibilità di rivedere.

Probabilità condizionata, Bayes e prove ripetute

Che cosa succede alla probabilità di un evento quando sappiamo che se n'è verificato un altro? La probabilità condizionata risponde a questo, e apre la strada al teorema di Bayes e allo schema di Bernoulli.

Probabilità condizionata

La probabilità di \(A\) sapendo che \(B\) si è verificato, indicata \(P(A\mid B)\), si ottiene "restringendo" lo spazio campionario a \(B\):

\[ P(A\mid B) = \frac{P(A\cap B)}{P(B)}, \qquad P(B)>0 \]

Esempio: estraggo una carta da un mazzo di 40 e mi dicono che è una figura (fante, cavallo o re: 12 carte). Qual è la probabilità che sia un re? Nello spazio ristretto alle 12 figure, i re sono 4: \(P=4/12=1/3\).

Probabilità composta e indipendenza

Riscrivendo la definizione otteniamo la regola del prodotto (probabilità composta), utile per gli eventi "in sequenza":

\[ P(A\cap B) = P(B)\cdot P(A\mid B) = P(A)\cdot P(B\mid A) \]

Se \(A\) e \(B\) sono indipendenti, allora \(P(A\mid B)=P(A)\): sapere di \(B\) non cambia nulla, e la regola si riduce a \(P(A\cap B)=P(A)P(B)\). Questa è, propriamente, la definizione di indipendenza.

Con o senza reimmissione
Estrarre due palline con reimmissione dà eventi indipendenti (rimetti la prima, tutto torna come prima). Senza reimmissione gli eventi sono dipendenti: la prima estrazione cambia la composizione dell'urna, e serve la probabilità condizionata.

Formula della probabilità totale

Se le cause \(H_1, H_2, \ldots, H_n\) formano una partizione (si escludono a vicenda e coprono tutti i casi), la probabilità di un evento \(E\) si ottiene "disintegrando" \(E\) su ciascuna causa:

\[ P(E) = \sum_{i} P(H_i)\,P(E\mid H_i) \]

È la media delle probabilità condizionate, pesata con la probabilità di ciascuna causa. Esempio (controllo qualità): due macchine producono i pezzi con percentuali e tassi di difetto diversi; la probabilità che un pezzo qualsiasi sia difettoso è la somma dei contributi delle due macchine.

Il teorema di Bayes

Bayes inverte il condizionamento: dalla probabilità dell'effetto data la causa, alla probabilità della causa dato l'effetto. È il cuore dell'inferenza:

\[ P(H_i\mid E) = \frac{P(H_i)\,P(E\mid H_i)}{\displaystyle\sum_{j} P(H_j)\,P(E\mid H_j)} \]

Al numeratore la causa che ci interessa, al denominatore la probabilità totale dell'effetto. Il risultato, spesso controintuitivo, è protagonista dei test diagnostici.

Il paradosso del test affidabile
Una malattia colpisce l'1% della popolazione. Un test la individua nel 99% dei malati (sensibilità) e dà negativo nel 95% dei sani (specificità). Se risulti positivo, qual è la probabilità di essere malato? L'intuito dice "circa 99%". Bayes dice \(\approx 17\%\): poiché i sani sono tantissimi, il 5% di falsi positivi tra loro supera i veri positivi. La simulazione te lo mostra su 1000 persone.

Prove ripetute: lo schema di Bernoulli

Consideriamo \(n\) prove indipendenti, ciascuna con due soli esiti — "successo" (probabilità \(p\)) e "insuccesso" (probabilità \(q=1-p\)). È lo schema di Bernoulli (o prove ripetute). La probabilità di ottenere esattamente \(k\) successi su \(n\) prove è

\[ P(k \text{ successi su } n) = \binom{n}{k}\,p^{k}\,(1-p)^{\,n-k} \]

Da dove viene? Una specifica sequenza con \(k\) successi e \(n-k\) insuccessi ha probabilità \(p^k(1-p)^{n-k}\); e le sequenze diverse con \(k\) successi sono \(\binom{n}{k}\) (i modi di scegliere quali prove sono successi). Ecco il calcolo combinatorio che ritorna dentro la probabilità. Esempio: la probabilità di ottenere esattamente 2 teste in 5 lanci di moneta è \(\binom{5}{2}(0{,}5)^2(0{,}5)^3=10\cdot\dfrac{1}{32}=\dfrac{10}{32}\approx0{,}31\).

Simulazioni · Diagnosi e prove ripetute

Prima il test diagnostico bayesiano su una popolazione di 1000 persone; poi lo schema di Bernoulli con la sua distribuzione dei successi.

Test diagnostico (teorema di Bayes)

Regola prevalenza, sensibilità e specificità. Su 1000 persone vedi i quattro gruppi: la frazione di veri malati tra i positivi è la probabilità che Bayes calcola. Prova a rendere la malattia rara e osserva il crollo.

malato · positivo (vero positivo) sano · positivo (falso positivo) malato · negativo (falso negativo) sano · negativo (vero negativo)

Schema di Bernoulli · distribuzione dei successi

Imposta il numero di prove \(n\) e la probabilità di successo \(p\). Il grafico mostra \(P(k)=\binom{n}{k}p^k(1-p)^{n-k}\) per ogni \(k\): la probabilità di ciascun numero di successi. Sposta \(p\) e guarda la distribuzione spostarsi.

Esercizi guidati

Probabilità condizionata, alberi, probabilità totale, Bayes e schema di Bernoulli. Disegna sempre l'albero: chiarisce quasi tutto.

Quiz · Condizionata, Bayes e Bernoulli

Domande teoriche e problemi numerici, una alla volta, con esito immediato e possibilità di rivedere.

Variabili aleatorie e distribuzioni

Una variabile aleatoria traduce gli esiti di un esperimento in numeri, così da poterli sintetizzare (valore atteso, varianza) e riconoscere in poche distribuzioni ricorrenti: binomiale, Poisson, normale.

Variabile aleatoria discreta e sua distribuzione

Una variabile aleatoria (v.a.) \(X\) è una funzione che associa un numero a ogni esito dell'esperimento. È discreta se assume un numero finito (o numerabile) di valori \(x_1, x_2, \ldots\). La sua distribuzione di probabilità assegna a ciascun valore la sua probabilità \(p_i=P(X=x_i)\), con il vincolo

\[ p_i\ge 0, \qquad \sum_i p_i = 1 \]

Esempio: lanciando due monete, la v.a. "numero di teste" \(X\) assume i valori 0, 1, 2 con probabilità \(1/4,\ 1/2,\ 1/4\).

Valore atteso, varianza, deviazione standard

Il valore atteso (o media) è la media dei valori pesata con le probabilità: il valore "attorno a cui" ci si aspetta stia \(X\).

\[ E[X] = \mu = \sum_i x_i\,p_i \]

La varianza misura quanto \(X\) si disperde attorno alla media; la deviazione standard è la sua radice (stessa unità di misura di \(X\)):

\[ \operatorname{Var}(X)=\sigma^2=\sum_i (x_i-\mu)^2\,p_i = E[X^2]-\mu^2, \qquad \sigma=\sqrt{\operatorname{Var}(X)} \]

Esempio: per un dado equo \(\mu=\dfrac{1+2+\cdots+6}{6}=3{,}5\) e \(\sigma\approx1{,}71\).

La distribuzione binomiale

Conta i successi nello schema di Bernoulli: \(X\sim B(n,p)\) è il numero di successi in \(n\) prove indipendenti con probabilità \(p\). La sua distribuzione è proprio la formula delle prove ripetute:

\[ P(X=k)=\binom{n}{k}p^k(1-p)^{\,n-k}, \qquad k=0,1,\ldots,n \]

Ha valore atteso e varianza particolarmente semplici:

\[ \mu = np, \qquad \sigma^2 = np(1-p) \]

Esempio: in 20 lanci di una moneta equa ci si aspettano \(\mu=20\cdot0{,}5=10\) teste, con \(\sigma=\sqrt{20\cdot0{,}5\cdot0{,}5}=\sqrt5\approx2{,}24\).

La distribuzione di Poisson

Descrive il numero di eventi rari che accadono in un intervallo di tempo o spazio fissato (telefonate a un centralino in un'ora, difetti per metro di tessuto), quando gli eventi sono indipendenti e con un tasso medio \(\lambda\) costante:

\[ P(X=k)=\frac{\lambda^{k}e^{-\lambda}}{k!}, \qquad k=0,1,2,\ldots \]

Caratteristica notevole: media e varianza coincidono, \(\mu=\sigma^2=\lambda\). La Poisson è il limite della binomiale quando \(n\) è molto grande e \(p\) molto piccolo, con \(np=\lambda\) fissato: per questo è la legge degli "eventi rari".

Variabili continue e densità di probabilità

Una v.a. è continua se può assumere tutti i valori di un intervallo (un'altezza, un tempo di attesa). Qui \(P(X=x)=0\) per ogni singolo valore: ha senso solo la probabilità che \(X\) cada in un intervallo, data dall'area sotto una funzione densità \(f(x)\):

\[ P(a\le X\le b)=\int_a^b f(x)\,dx, \qquad f(x)\ge 0, \quad \int_{-\infty}^{+\infty} f(x)\,dx = 1 \]

L'area totale sotto la densità vale sempre 1, come la somma delle probabilità nel caso discreto.

La distribuzione normale (gaussiana)

È la più importante distribuzione continua: la celebre "campana" simmetrica attorno alla media \(\mu\), con larghezza governata da \(\sigma\). Si scrive \(X\sim N(\mu,\sigma^2)\) e ha densità

\[ f(x)=\frac{1}{\sigma\sqrt{2\pi}}\;e^{-\frac{(x-\mu)^2}{2\sigma^2}} \]

Compare ovunque per il teorema del limite centrale: la somma di molti piccoli effetti indipendenti tende a distribuirsi normalmente. Vale la utilissima regola \(68\text{–}95\text{–}99{,}7\): circa il 68% dei dati cade entro \(\mu\pm\sigma\), il 95% entro \(\mu\pm2\sigma\), il 99,7% entro \(\mu\pm3\sigma\).

Standardizzazione e uso delle tavole

Per calcolare le probabilità si passa alla normale standard \(Z\sim N(0,1)\) tramite la standardizzazione, che misura "quante \(\sigma\)" un valore dista dalla media:

\[ Z=\frac{X-\mu}{\sigma} \]

Le tavole della normale standard forniscono l'area \(P(Z\le z)\); da lì, con simmetria e complemento, si ricava qualsiasi probabilità. Esempio: se \(X\sim N(170,10^2)\) (altezze in cm), la probabilità che \(X\le 185\) corrisponde a \(z=\dfrac{185-170}{10}=1{,}5\), da cui \(P(Z\le1{,}5)\approx0{,}933\).

Perché standardizzare
Esiste una sola tavola (quella di \(Z\)), non una per ogni coppia \((\mu,\sigma)\). La standardizzazione riporta ogni normale a quella unica, come cambiare unità di misura. La simulazione ti fa vedere l'area colorarsi mentre sposti la soglia.

Simulazioni · Distribuzioni

Una distribuzione discreta (binomiale o Poisson) con media e deviazione standard, e la curva normale con la standardizzazione dal vivo.

Distribuzione discreta · binomiale e Poisson

Scegli il modello e i parametri. Le barre danno \(P(X=k)\); la linea verticale segna il valore atteso \(\mu\), la banda chiara l'intervallo \(\mu\pm\sigma\). Con la binomiale a \(n\) grande e \(p\) piccolo, confronta la forma con la Poisson di uguale \(\lambda=np\).

\(P(X=k)\) valore atteso \(\mu\) intervallo \(\mu\pm\sigma\)

Distribuzione normale · standardizzazione

Regola media \(\mu\) e deviazione \(\sigma\), poi sposta la soglia \(x\): si colora l'area \(P(X\le x)\) e si legge il punteggio standard \(z\). La curva resta una campana; cambia solo dove è centrata e quanto è larga.

area \(P(X\le x)\) soglia \(x\) · media \(\mu\)

Esercizi guidati

Valore atteso, varianza, binomiale, Poisson e normale standardizzata. Per la normale, standardizza sempre prima di cercare l'area.

Quiz · Variabili aleatorie e distribuzioni

Domande teoriche e problemi numerici, una alla volta, con esito immediato e possibilità di rivedere.